Digital Humanities – Federica Marti

 

Federica Marti

Laureata in Scienze dell’Antichità presso l’Università di Genova, ha conseguito il diploma della Scuola di Archivistica, paleografia e diplomatica dell’Archivio di Stato di Genova e del Master FGCAD in Formazione, Gestione e Conservazione di Archivi Digitali in ambito pubblico e privato presso l’Università di Macerata. Dottoranda di ricerca in Memorie e Digital humanities presso l’Università di Macerata, sta svolgendo un progetto sull’analisi comparata in ambito europeo di modelli, strumenti e normativa per la conservazione di documenti ed archivi digitali in Europa.

Contatti

Linee di ricerca

La conservazione digitale è un processo molto complesso, che va costantemente revisionato e monitorato in relazione al rapido sviluppo degli strumenti tecnologici necessari a rendere questo procedimento funzionale e garante di determinati requisiti. È infatti indispensabile mantenere intatte nel tempo le caratteristiche di autenticità, integrità, leggibilità, usabilità e reperibilità dei documenti informatici e, per conseguire tale obiettivo, vengono emessi standard e disposizioni normative, che gestiscano tali oggetti a partire dalla loro creazione, perché vi siano linee guida tali da consentire il conferimento delle strutture e dei metadati più corretti.

Sebbene esista già un Regolamento europeo che affronta le problematiche in materia di identità e firme elettroniche, non vi è un corrispettivo riguardo la conservazione digitale che allinei il contesto a livello continentale: ogni Stato europeo può affrontare le problematiche inerenti la conservazione digitale con gli strumenti che, a propria discrezione, ritiene più adeguati e di dotarsi o meno di leggi mirate.

L’analisi comparativa in atto rivela una situazione eterogenea, che include situazioni più o meno disciplinate. In alcuni casi vi è un panorama significativamente normato, anche da un punto di vista quantitativo, come nel caso dell’Italia: il nostro Stato possiede delle Regole tecniche ad hoc (che verranno a breve termine sostituite ed integrate con delle Linee guida emanate dall’Agenzia per l’Italia Digitale), oltre ad un sistema complesso di riferimenti nella normativa generale; altre volte vi sono realtà, come la Germania, in cui si lascia autonomia di decisione e azione nella scelta degli strumenti, in vista della rapidità dei cambiamenti tecnologici.

A tal proposito, fondamentale è l’esistenza degli standard: di portata internazionale (come gli standard emessi dall’ICA) o nazionale (ad esempio, i documenti UNI in Italia), la loro adozione permette l’utilizzo di criteri uniformi ed elaborati in ottica di interoperabilità.

Questo tipo di approccio consente lo sviluppo di aree di competenza con una tendenza all’interdisciplinarità. Innanzitutto, a partire dai vasti argomenti dell’archivistica tradizionale che comprendono una particolare attenzione per le tematiche dello scarto e dei principi di conservazione, si attraversano le nuove tematiche connesse alla gestione e conservazione di documenti, aggregati documentali e archivi digitali, con le problematiche e le complessità connesse alla metadatazione e alla conservazione a lungo termine.

Inoltre, riveste particolare interesse l’area del diritto e della giurisprudenza: sono coinvolte nell’analisi la normativa nazionale in ambito di Pubblica Amministrazione, di Beni Culturali, di gestione delle firme elettroniche e strumenti digitali annessi alla gestione documentale, la legislazione autonoma di ciascun Paese europeo e, in generale, dell’Unione Europea (per esempio, sulla privacy).

Infine, la questione complessiva fa riferimento all’ampio dominio delle Digital humanities: materie puramente umanistiche sono investite da una profonda trasformazione, che affianca agli strumenti tradizionali una serie di innovazioni tecnologiche, consentendo nuove forme di utilizzo e fruizione dei beni culturali. Questo rapporto è reso ancora più inclusivo in campo archivistico, in quanto coinvolge non soltanto un patrimonio già sedimentato, ma anche quello in formazione, dal momento che la documentazione che viene progressivamente prodotta tanto dalle Pubbliche amministrazioni, quanto da imprese e privati di diversa natura, diverrà la memoria storica del domani.

Tale circostanza estende le prospettive ad interessanti risvolti, che comprendono settori affini come l’implementazione di nuove tecnologie e l’imprenditorialità. L’utilizzo del digitale, infatti, in particolare in riferimento all’ambito della conservazione digitale, offre l’opportunità alle realtà aziendali di prestare servizi certificati e qualificati di emissione di caselle di posta elettronica certificata, di rilascio di firme digitali e di depositi di conservazione a norma.